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MICROMOBILITÀ

La micromobilità e i monopattini sono un settore perseguitato

Negli ultimi anni il settore della micromobilità in sharing sta affrontando un quadro normativo sempre più penalizzante, che rischia di compromettere un servizio ormai essenziale per la mobilità urbana sostenibile.

Come Confcommercio Mobilità e Assomobilità esprimiamo forte preoccupazione per misure che appaiono scollegate dalla realtà operativa del settore.

Dal 16 maggio 2026 è scattato l’obbligo di targa, l’introduzione di contrassegno identificativo sui monopattini, in sharing e privati, che si traduce in un aggravio burocratico ed economico che rende il modello meno efficiente, meno immediato e meno accessibile. Una misura che appare come l'ennesima tassa sulla mobilità.

Anche l’obbligo del casco è una scelta non ponderata fino in fondo. Pur condividendo la centralità della sicurezza stradale, l’obbligo del casco per il noleggio occasionale risulta incompatibile con il funzionamento stesso dei servizi sharing. Le aziende devono già affrontare continui episodi di furto, vandalismo e problematiche. Non vi è modo di predisporre un casco a bordo e pretendere che cittadini e turisti girino con un casco nello zaino sembra difficilmente realistico. Inoltre, i monopattini in sharing sono già soggetti a limitazioni severe: controllo remoto della velocità, geofencing, aree interdette, monitoraggio costante della flotta. Continuare ad aggiungere vincoli senza una visione reale genera instabilità normativa e scoraggia investimenti e innovazione alle imprese.

Serve un confronto serio tra istituzioni, operatori e associazioni di categoria per costruire regole efficaci, proporzionate e realmente utili e orientate alla sicurezza, senza distruggere un comparto strategico per il futuro delle nostre città.

Categoria: News
Tipologia: Dalle associazioni